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Sei un paziente Atrofico con POCO OSSO?

Se durante alcune visite presso centri odontoiatrici, da medici dopo la visita e tac o panoramica ti è stato detto, che non possiedi più osso mascellare superiore nella zona frontale, per tornare a possedere denti fissi e stabili devi obbligatoriamente sottoporti all’intervento di Implantologia Zigomatica, con inserimento degli impianti zigomatici.

Conosci realmente gli IMPIANTI ZIGOMATICI?

Ti è stato comunicato che per tornare a possedere una dentatura fissa, nelle tue condizioni attuali di mancanza d’osso, insufficenza d’osso mascellare per l’inserimento di impianti dentali standard, per questa ragione devi operarti con la tecnica di implantologia zigomatica detta QUAD 4 impianti zigomatici tutti frontali, 2 per ogni zigomo.

  1. Ma quanto conosci di questa tecnica?
  2. Sai come avverrà l’intervento?
  3. Ti è stato spiegato dove verranno inseriti gli impianti?
  4. Sai la lunghezza e dimensione degli stessi?
  5. Conosci la tipologia di protesi che verrà avvitata?
  6. Sai se esistono alternative meno invasive?
  7. Conosci l’iter dell’intervento?
  8. Sei a conoscenza delle complicanze?
  9. Sai esattamente quali le zone anatomiche a richio?
  10. Sai a cosa potresti andare incontro? Se non trovi un medico capace?
  11. Conosci esattamente la disposizione degli impianti Zigomatici?
  12. Conosci le conseguenze di tale disposizione?
  13. Conosci ulteriore tecnica da poter confrontare?
  14. Conosci le aventuali variabili?
  15. Conosci la stabilità di tale tecnica?
  16. Sai la tipologia di masticazione che otterrai?
  17. Ti sei fatta un’idea sull’estetica definitiva?

Quali rischi si corrono con l’inserimento degli impianti zigomatici?

Quali sono le zone anatomiche incontrate sulla strada dell’inserimento di tali impianti?

A quale distanza risiedono le zone anatomiche importanti?

Complicanze Mascellare Superiore

Settore Anteriore

Settore Tuber-Pterigoideo

Settore Subantrale

Settore Anteriore

Dissezione su cadavere fresco del mascellare anteriore
A-C Dissezione del PIANO MUCOSO che evidenzia la presenza di numerosi ramuscoli arteriosi terminali originati da rami dell’arteria faciale (arteria labiale superiore) e dell’arteria infraorbitaria.

1 Arteria labiale superiore;
2 Rami sensitivi del nervo infraorbitano

D. Ramuscoli dell’arteria labiale decorrono nella sottomucosa insieme ai rami sensitivi del nervo infraorbitario.

1 Rami sensitivi del nervo infraorbitaro;
2 Rami dell’arteria labiale

E. I RAMI terminali SENSITIVI del NERVO INFRAORBITARIO si trovano subito al di sotto della mucosa

F. Nel contesto della muscolatura mimica del fornice vestibolare superiore e della regione perilabiale decorrono numerosi vasetti arteriosi che sono responsabili di sanguinamene in caso di DISSEZIONE EPIPERIOSTALE
G. Quasi tutti i rami arteriosi si trovano tra piano muscolare e piano epiperiostale; nella parte alta della dissezione è visibile L’ARTERIA LABIALE SUPERIORE

1 ) FORO INFRAORBITANO e fascio neurovascolare omonimo

h-l LO SCOLLAMENTO SOTTOPERIOSTALE riduce molto il sanguinamene, in quanto la dissezione avviene al di sotto del piano vascolare; nella parte alta della dissezione sono visibili il forame infraorbitario e il fascio neurovascolare infraorbitario

Complicanze Intra-operatorie
SETTORE ANTERIORE

TESSUTI MOLLI
VESTIBOLARE
EMORRAGIE
(NULLA DI RILEVANTE)

LESIONI NERVOSE
Durante lo scollamento vestibolare zona retro canina lesione del fascio vascolo-nervoso infraorbitario

1 ) FORO INFRAORBITANO e fascio neurovascolare omonimo

H-L LO SCOLLAMENTO SOTTOPERIOSTALE riduce molto il sanguinamene, in quanto la dissezione avviene al di sotto del piano vascolare; nella parte alta della dissezione sono visibili il forame infraorbitario e il fascio neurovascolare infraorbitario

D. Dopo rimozione del bulbo oculare e del piano osseo del pavimento dell’orbita, sono visibili i rami alveolari superiori medi che penetrano al di sotto del pavimento orbitario e si distribuiscono al mascellare superiore.

  1. Mucosa del seno mascellare;
  2. Nervo infraobitario;
  3. Cornice orbitaria inferiore,
  4. Rami terminali del nervo
    infraorbitario,
  5. Nervo alveolare superiore medio

Dissezione su cadavere:
C. DECORSO DEL NERVO INFRAORBITARIO attraverso il pavimento orbitario e alla sua uscita dal forame infraorbitario.

E. Decorso del fascio al di fuori del forame infraorbitario: il NERVO È SEMPRE ACCOMPAGNATO DA UN PLESSO VASCOLARE che si distribuisce alle regioni palpebrale, geniena, labiale, nasale

Complicanze Intra-operatorie
SETTORE ANTERIORE

TESSUTI MOLLI
VESTIBOLARE
LINGUALE
Errata incisione in zona incisale lesione arteria naso-palatina o arteria palatina anteriore

A. Rappresentazione schematica di sezione del mascellare anteriore che mene in evidenza il decorso dei vasi e dei nervi nasopalatini.

B-C. I FORAMI NASOPALATINI a livello nasale e palatale su cranio secco

D-E. Dissezione su cadavere del fascio nasopalatlno all’interno del canale dopo asportazione della corticale anteriore del mascellare anteriore e alla sua uscita dal canale

 

1 Arteria nasopalatina.
2 Nervo nasopalatlno

Complicanze Intra-operatorie
SETTORE ANTERIORE

TESSUTI DURI
CORPO OSSEO

Perforazione del pavimento nasale
Fenestrazione dell’imp.per errata inclinazione
dell’osteotomia(specie in tecnica flapless.
Penetrazione dell’imp. nel canale incisale

A. Cranio secco che mostra la prossimità degli apici dentali al pavimento nasale

B. Un adeguato scollamento e la PROTEZIONE DELLA MUCOSA NASALE nell’apertura piriforme sono indispensabili in caso di interventi al confine tra mascellare anteriore e cavità nasale

Complicanze Intra-operatorie
SETTORE ANTERIORE

TESSUTI DURI
CORPO OSSEO

Perforazione del pavimento nasale
Fenestrazione dell’imp.per errata inclinazione dell’osteotomia(specie in tecnica flapless.
Penetrazione dell’imp. Nel canale incisale

Complicanze Intra-operatorie
SETTORE ANTERIORE

TESSUTI DURI
CORPO OSSEO

Perforazione del pavimento nasale
Fenestrazione dell’imp.per errata inclinazione dell’osteotomia(specie in tecnica flapless.
Penetrazione dell’imp. Nel canale incisale

C-E. Esempio clinico di errore tecnico legato al non rispetto dell’anatomia locate con penetrazione di un impianto nella cavità nasale

COMPLICANZE POST-OPERATORIE

PRECOCI
TARDIVE

COMPLICANZE POST-OPERATORIE PRECOCI

Edema
Sanguinamento
Ematomi
Dolore
Infezioni (mucose ossee)

COMPLICANZE POST-OPERATORIE TARDIVE

Perdita dell’osteointegrazione

Deiescienza a livello del collo complicanze estetiche

Complicanze tardive

Perdita dell’osteointegrazione

Complicanze tardive

Perdita dell’osteointegrazione

Manifestazioni cliniche e sintomatologia: mobilità del­la protesi accompagnata da lieve dolenzia.

Si evidenziano una lieve mobilità della prote­si, accompagnata da FLOGOSI dei tessuti mucosi periim-plantari e una lieve DOLENZIA durante le manovre dia­gnostiche di mobilizzazione.

Diagnosi. Si basa sull’osservazione clinica della MOBI­LITÀ DELL’IMPIANTO, spesso accompagnata da DOLORE. Il reperto radiologico può essere poco dirimente.

Eziologia. Le ipotesi più probabili sono 4:
infezione del sito nel corso delle manovre chirurgiche o anche in un secondo momento,
mancato conseguimento di una sufficiente stabilità primaria.
A causa della discre­panza del sito post-estrattivo rispetto all’impianto o a causa di una
scarsa qualità dell’osso oppure, anco­ra, per
un’incongrua preparazione del letto implan­tare. È possibile anche una combinazione di due o più fattori.

Prognosi. Dopo la sostituzione dell’impianto,
la pro­gnosi rispetto all’osteointegrazione
è favorevole,
ma permangono dubbi sull’aspetto estetico in ragione della notevole perdita di tessuti conseguente all’in­fezione.

Terapia proposta.
Rimozione dell’impianto e
attesa di un periodo di guarigione dei tessuti superficiali e profondi
di almeno quattro mesi.